Anatomia di un home staging 13 Novembre 2016

Hai deciso di diventare home stager. Il motivo? Perché sei appassionata di design, ami spostare i mobili di casa tua, sei bravissima nel bricolage e prenderesti domicilio e residenza all’ikea andando in ferie da ZARA HOME. Questo però non basta: cosa manca in questa descrizione per fare di te un’ottima home stager e realizzare home staging di successo? Ho pensato di semplificare il mio punto di vista creando un post così “anatomia di un home staging di successo“.

Un home staging ha successo quando sono presenti queste tre variabili:

Obiettivo
Dettagli
Team

Obiettivo: l’home staging non è un esercizio di stile fine a se stesso. L’home staging è guidato da un unico obiettivo: la vendita o la locazione dell’immobile. Qual è il target dell’immobile? A chi deve piacere quell’appartamento? Quali sono i punti di forza dell’immobile e come posso valorizzarli ai fini della vendita? Se un home stager dimentica questo obiettivo, non è un home stager.

Dettaglio: la cura del dettaglio fa la differenza sia nell’home staging che nella fotografia di interni che nella realizzazione di tutto il materiale di comunicazione e marketing immobiliare. È qui che il gusto personale e lo stile differiscono home stager da home stager.

Team: da soli si corre veloci, insieme si arriva lontano. Avere la possibilità di collaborare all’interno di un team di persone motivate e professionali valorizzerà l’uno la professionalità dell’altro e il risultato sarà un home staging di successo.

Obiettivo, dettaglio e team: queste le caratteristiche di base per realizzare un home staging di successo. E allora ricordati l’obiettivo, lavora all’unisono con l’agente immobiliare (o il costruttore o investitore immobiliare), ascolta il proprietario, risolvi i problemi, cura il dettaglio e aiuta il tuo gruppo di lavoro ad ottenere un ottimo risultato.

E la prossima volta, fai ancora meglio.

Vi abbraccio,
Francesca